| - Gli uomini dell'Autonomia - Salvatore Aldisio, "il Siciliano" |
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Giuseppe Alessi affermò che «la realizzazione del sogno siciliano dell'Autonomia regionale si deve a Salvatore Aldisio; la Sicilia sembra ignorarlo o dimenticarlo. […] Spesso si parla di questo o quell'altro padre dell'autonomia; il padre fu uno solo: Salvatore Aldisio». Nell'agosto del 1944 Aldisio (Gela, 29 dicembre 1890 – Roma, 27 luglio 1964) era stato nominato Alto Commissario per la Sicilia. In questo ruolo s'impegnò per orientare i lavori della Consulta verso l'elaborazione e la stesura dello Statuto Speciale che, ancora oggi, continua a imporsi come modello di equilibrata e avanzata regolamentazione dell'Autonomia Regionale. Salvatore Aldisio prese posizione contro la decisione di sopprimere l'Alta Corte per la Regione Siciliana. L'istituto, assimilabile a una Corte Costituzionale, doveva esaminare le leggi emanate dall'Assemblea Regionale e le leggi e i regolamenti emanati dallo Stato rispetto all'Ente Regione per giudicarne la costituzionalità. Si decise di sopprimerlo quando in campo nazionale entrò in attività la Corte Costituzionale. Aldisio lottò fino all'ultimo con tutte le sue forze per evitare la soppressione dell'istituto siciliano, che considerava una preziosa conquista di civiltà e di democrazia. Appena qualche giorno prima che venisse soppressa l'Alta Corte, il 19 dicembre 1957, Salvatore Aldisio tenne un memorabile discorso alla Camera dei Deputati a favore del mantenimento in vita di quell'organo di controllo costituzionale, l'unico che avrebbe potuto difendere la Sicilia dalle insidie del centralismo statale. Pur ricoprendo incarichi di altissimo livello istituzionale, Salvatore Aldisio rimase sempre un paladino della sicilianità e non perse mai occasione di battersi per il riscatto della sua terra, soprattutto per l'elevazione delle condizioni di vita delle classi disagiate. Per questo, negli ambienti romani, era chiamato “il Siciliano”. Al culmine della sua esperienza politica, mentre in Italia il fanfanismo dominava la scena, fu proposta la candidatura di Aldisio alla Presidenza del Consiglio, ma Arnaldo Forlani la boicottò. Aldisio si spense il 27 luglio 1964, ma ai suoi funerali la rappresentanza del partito democristiano era sparuta. A sfilare dietro il feretro, però, migliaia di contadini giunti da ogni angolo dell'isola attestavano al “Siciliano”, campione di tante battaglie per la redenzione della nostra terra, un estremo tributo di riconoscenza. |
Salvatore Aldisio
































































































































