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06 | 09 | 2010
- Gli uomini dell'Autonomia - Giuseppe Alessi

Giuseppe Alessi (San Cataldo, 29 ottobre 1905), primo Presidente della Regione Siciliana, fu un fedelissimo di don Sturzo e condivise i punti cardine del suo pensiero: autonomia e lotta contro lo statalismo. Dal carteggio tra Sturzo e Alessi riportato da Vittorio De Marco nella sua opera su Sturzo e la Sicilia nel secondo dopoguerra (Torino, S.E.I., 1996, pp. 300 e sgg.) è evidente come il politico originario di San Cataldo si sia uniformato, nella sua linea politica, alla lezione del suo maestro. Rileva Pasquale Hamel che egli, come Aldisio, Scelba o Milazzo, «era convinto della capacità di autogoverno delle popolazioni e, quindi, anche su questo punto focale combatteva la propria battaglia contro i fanfaniani e contro il loro disegno accentratore» (P. Hamel, Da Nazione a Regione, Caltanissetta-Roma, Sciascia, 1984, p. 70).

Grande difensore dell'autonomia siciliana, Alessi dichiarò che «l'Autonomia regionale è un fatto dei nostri tempi; infatti, di fronte al predominio delle nuove realtà istituzionali (stati di vasta entità che assumono il governo dell'economia) è necessaria la tutela dell'individuo; essa però non può più realizzarsi come nella Francia dell’89, contrapponendo allo Stato i diritti dell'individuo; oggi ciò non è più possibile, per cui tale tutela può concretarsi contrapponendo allo Stato delle realtà politiche, le autonomie regionali, che possono meglio bilanciarne il peso politico» (ivi, p. 70).

Per mettere in moto un meccanismo di sviluppo capace di favorire il decollo economico della Sicilia, Alessi si impegnò per predisporre un piano quinquennale, strumento di crescita basato sulle esigenze della realtà isolana. La sua attenzione fu rivolta soprattutto alle esigenze di Sicindustria, per tutelare l'imprenditoria locale dalle mire egemoniche di Confindustria.

 
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