| Il futuro dell'autonomia; le nuove sfide |
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A sessant'anni dall'entrata in vigore dello Statuto della Regione Siciliana, il 14 giugno 2007 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha tenuto un discorso in occasione della seduta solenne dell'A.R.S.. In quell'occasione il Capo dello Stato ha messo in luce il significato della «stagione politica di altissimo livello ideale, culturale e istituzionale» legata a uomini e gruppi che, seppure di diversa formazione politico-ideologica, si incontrarono sul terreno della battaglia per l'Autonomia Siciliana. Ha sostenuto che da quella lezione «c'è ancora da trarre [...] una preziosa ispirazione, una ricca messe di indicazioni e suggestioni, per affrontare nel modo migliore le sfide che la Repubblica ha oggi davanti a sé». Quegli uomini ai quali Napolitano ha reso un così commosso omaggio sono esempio di dedizione al progetto di costruzione di una Sicilia nuova, più evoluta e più libera. Il futuro dell'autonomia: le nuove sfide «Meno di una nazione, ma più di una regione». Questa formula, coniata da Giuseppe Giarrizzo, sintetizza bene la complessa identità della Sicilia. Fuori da facili stereotipi, i veri caratteri fondamentali di questa identità si possono individuare nella convivenza multietnica, nell'insularità vissuta come vantaggio, nella dominante dimensione urbana, nel policentrismo come carattere della sua storia politica e culturale. Sulla base di questi elementi può innestarsi la voglia di recuperare i valori dell'autonomismo democratico coniugandolo con la «vocazione mediterranea» della Regione Siciliana, "Isola per Natura, Autonoma per Cultura". |
Il futuro dell'autonomia: le nuove sfide
































































































































